La rotta 2026 di Stella Polare della Marina Militare riparte dal Cantiere Valdettaro

Stella Polare, la storica imbarcazione in legno della Marina Militare, è pronta a riprendere il mare dopo una serie di interventi realizzati presso il Cantiere Valdettaro della Spezia.

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Questo yawl bermudiano lungo 21 metri, varato nel 1965 dal Cantiere Sangermani, nel 2026 navigherà in Mediterraneo tra l’Africa e la Francia, percorrendo 3300 miglia in 80 giorni con a bordo gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno.
Previsto a metà settembre l’incontro a Cagliari con altre unità storiche, tra cui il Vespucci al rientro dagli USA, Nave Palinuro, Corsaro II e Chaplin. Negli ultimi mesi Valdettaro è intervenuto su altre barche della Marina, da Penelope del 1965 a Artica II del 1956 e scafi in legno come Umiak II, la goletta Vera Mary e il motoryacht Bradamante. Nel frattempo in cantiere sono stati realizzati nuovi spazi a terra per accogliere i comandanti e gli equipaggi delle barche in sosta per lavori. Prosegue inoltre la formazione di giovani maestranze che diventeranno i futuri Maestri d’Ascia del cantiere, che nel 2027 festeggerà 110 anni da quando è stato fondato.

STELLA POLARE PRONTA PER UNA NUOVA STAGIONE DI MARE
La Nave Scuola a Vela Minore della Marina Militare Stella Polare è stata varata nel 1965 presso il cantiere ligure Sangermani su progetto dello studio newyorchese Sparkman & Stephens. Lunga 21,47 metri, è armata a yawl bermudiano ed espone al vento una superficie velica superiore a 200 metri quadrati. Il suo nome deriva da quello della nave del Duca degli Abruzzi, che a fine Novecento raggiunse il Mare Artico. Ogni anno l’unità viene sottoposta a periodici lavori di manutenzione per mantenerla sempre in perfetta efficienza, come accaduto nel corso degli ultimi mesi quando il Cantiere Valdettaro delle Grazie di Porto
Venere ha provveduto innanzitutto a realizzare il nuovo impianto elettrico. Ove necessario si è intervenuti sul mobilio interno ricostruendo i cielini ammalorati, rinforzando parte dell’attrezzatura di coperta, tra cui i basamenti dei candelieri, revisionando il motore entrobordo e riverniciando lo scafo. Coordinatori dello stato avanzamento lavori il Direttore Operativo del Gruppo Valdettaro Alessio Donno e l’ebanista Daniele Pollastro, nominato recentemente Maestro d’Ascia con iscrizione presso il Compartimento Marittimo della Spezia. Oggi la barca, già vincitrice in passato di importanti regate come la Bermuda-Travemunde del 1968, la Plymouth–Tenerife del 1970 e la Canaria-Bermuda del 1976, è pronta ad affrontare l’annuale campagna di istruzione a favore degli allievi ufficiali dell’Accademia Navale di Livorno.


STELLA POLARE TRA L’AFRICA E LA FRANCIA: 80 GIORNI DI MARE, 15 PORTI, 3300 MIGLIA NAUTICHE
A partire dal 1° luglio Stella Polare inizierà la Campagna Addestrativa 2026. Nel corso di 80 giorni di mare imbarcherà un totale di 24 Aspiranti Guardiamarina frequentatori del terzo anno dell’Accademia Navale di Livorno di vari Corpi (Stato Maggiore, Armi Navali, Sanitario), suddivisi in tre gruppi di 8 allievi ciascuno, facendo sosta in 15 porti in Italia, Algeria, Spagna, Marocco, Francia e percorrendo 3300 miglia di mare. Ai
raduni di vele d’epoca di Ventotene e Gaeta sarà affiancata da Corsaro II e Chaplin. Dal 28 agosto 2024 Stella Polare naviga al comando del Capitano di Corvetta Michele Erra, già comandante in seconda del brigantino goletta Nave Italia e comandante di altre unità storiche della Marina come il cutter bermudiano Chaplin del 1974 e lo sloop Tarantella del 1969, donato nel 2023 alla Marina Militare. Il ruolo di Nostromo di bordo, figura preziosa e fondamentale, sarà ricoperto dal 2° Capo Aiutante Nocchiere Gennaro Vicino. Di seguito le tappe della Campagna Addestrativa 2026:

Ogni sosta in porto di Stella Polare si trasformerà in un'occasione unica per conoscere meglio e da vicino
una delle unità a vela più amate e conosciute a livello internazionale, ambasciatrice dell'italianità, della cultura nazionale e dell’abilità dei maestri d’ascia che l’hanno costruita e che continuano a prendersene cura.
VALDETTARO, I LAVORI SULLE BARCHE STORICHE
Nel corso della stagione il Cantiere Valdettaro ha compiuto numerosi interventi a bordo di imbarcazioni classiche, a cominciare dalla goletta aurica lunga 22 metri Vera Mary, costruita nei primi anni Trenta dal cantiere inglese Berthon Boat Company di Lymington su progetto di J.M. Soper. La barca, acquisita all’epoca da re Giorgio V d’Inghilterra per donarla allo skipper del suo yacht Britannia, è stata oggetto di
lavori che hanno interessato il fasciame dell’opera viva e la parziale riparazione dell’albero di trinchetto. Rifacimento della tuga invece su Penelope del 1965, impiegata dalla Sezione Velica della Marina Militare della Spezia per la partecipazione alle regate di vele d’epoca. Interventi sulla tuga, sullo scafo e in coperta anche per Corsaro II, lo storico yawl bermudiano del 1961 anch’esso adibito da oltre 60 anni all’addestramento velico degli allievi ufficiali. Sostituzione di una parte del fasciame di mogano ammalorato sul lato di dritta ed eliminazione delle infiltrazioni per Artica II del 1956, anch’essa della Marina Militare.
Per quanto riguarda le imbarcazioni ‘civili’ sono stati effettuati interventi sulla goletta Freya di 18 metri, varata nel 1981 dal cantiere triestino Craglietto, sul Sangermani Umiak Secondo del 1956 e sul motoryacht
Bradamante, un modello di Baglietto Ischia del 1961 anch’esso già oggetto di un esteso restauro da parte del cantiere, impiegato per alcune scene del più recente film della serie Indiana Jones con il divo del cinema Harrison Ford.

IL TROFEO VALDETTARO E LA FORMAZIONE DEI GIOVANI
Molte delle barche restaurate partecipano ogni anno alle Vele d’Epoca dell’Alto Tirreno – Trofeo Valdettaro, organizzato ogni mese di maggio alle Grazie di Porto Venere. Il Cantiere Valdettaro ha scelto di sostenere queste regate di barche classiche già da diverse edizioni, affinchè la cultura e i saperi legati alle imbarcazioni tradizionali in legno continuino a vivere per il pubblico e gli appassionati. Ma nulla di tutto questo sarebbe possibile senza il prezioso contributo di chi materialmente ripara gli scafi storici consentendo loro di tornare a navigare. Come fa l’ebanista Daniele Pollastro, entrato in cantiere nel 2010, che nell’aprile 2026 ha sostenuto e superato l’esame per diventare Maestro d’Ascia presso il Compartimento Marittimo della Spezia. Oggi avrà dunque la possibilità di trasmettere la sua esperienza alle nuove generazioni, come sta già facendo per il giovane Gabriele Bernasco, classe 2006 nonchè nipote del bisnonno Alessandro Valdettaro, assunto in cantiere nel 2025 dopo la specializzazione acquisita presso l’Ente di Formazione Professionale Cisita della Spezia. Dopo il tirocinio pratico triennale, l’allievo Bernasco potrebbe dunque diventare uno dei più giovani Maestri d’Ascia d’Italia. Tra le più recenti novità del cantiere la realizzazione, all’interno della rinnovata palazzina uffici, di nuovi spazi per l’ospitalità e l’accoglienza dei comandanti e degli equipaggi delle imbarcazioni ai lavori. Per loro è a disposizione un salone con tavoli, divani, postazioni per lo smart working, un’attrezzata cucina, bagni e una terrazza esterna.

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Redazione

Giornalista professionista, si occupa di automotive e cultura d'impresa.